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  1. ARPAL PRECISA CHE... 6 luglio 2010

  2. ARPAL PRECISA CHE... 3 luglio 2010

  3. Nessun consigliere ARPAL San Remo

  4. Progetto Estrus - Seminario a Genova

  5. Previsioni sbagliate...davvero?

  6. Pellet radioattivo: la situazione in Liguria







ARPAL PRECISA CHE... 6 luglio 2010

           

ARPAL precisa che le analisi sul campione prelevato a Chiavari nella mattinata di domenica hanno portato al conteggio di 21.440 cellule/litro.

Tale dato, paragonato ai campioni di lunedì e giovedì scorso, tende a far considereare il fenomeno della fioritura algale in via di risoluzione. L’Ostreopsis ovata, infatti, è un organismo unicellulare, e durante la fioritura si riproduce, raddoppiando: in breve tempo le cellule presenti aumentano esponenzialmente. Allo stesso modo, raggiunto il culmine della fioritura, il numero di cellule cala repentinamente. Nei prossimi giorni proseguirà il monitoraggio, per avere conferma dell’andamento della situazione e del rientro del punto di Chiavari negli abituali valori.

Nel caso specifico ARPAL precisa che, nonostante l’altissimo numero di cellule presenti durante la fioritura, non si è riscontrata nessuna evidenza che abbia fatto pensare alla liberazione della tossina. Questo dimostra ulteriormente che non esiste una relazione diretta fra numero di cellule presenti e tossicità: la fioritura è condizione necessaria, ma non sufficiente, per il rilascio della tossina. 



ARPAL PRECISA CHE... 3 luglio 2010

            Con l'arrivo del caldo, ARPAL precisa che ha intensificato il monitoraggio dell'alga invisibile Ostreopsis ovata in una decina di punti su tutta la regione, i più critici individuati sulla base dell'esperienza accumulata dal 2005 in poi (a Imperia: Ventimiglia, Diano Marina. A Savona: Varazze. A Genova: Crevari, Quinto Bagnara, Chiavari, Zoagli. A Spezia: Fiascherino, Falconara, Tellaro).

Le condizioni che favoriscono la fioritura dell'Ostreopsis sono l'aumento della temperatura e uno scarso idrodinamismo. La fioritura algale, come la massiccia presenza di meduse, è un fenomeno naturale, e come tale deve essere trattato, dando le opportune informazioni, senza trascurarlo, ma neppure senza creare falsi allarmismi. Come per gli inconvenienti della medusa, infatti, anche gli eventuali problemi causati dall’Ostreopsis (arrossamento di occhi e gola, tosse, starnuti, e solo nei casi più gravi, febbre e difficoltà respiratorie) sono velocemente reversibili, e come prima contromisura le indicazioni fornite dalla ASL parlano di allontanamento dalla zona di esposizione.

ARPAL, in Liguria, garantisce il monitoraggio: per una procedura interna, adottata anche da altre agenzie per l'ambiente, quando si riscontrano valori superiori alle 10.000 cellule/litro si entra in una fase detta "di allerta".

A livello scientifico internazionale, peró, non è stata ancora individuata la relazione fra numero di cellule e rilascio della tossina. Infatti si sono avuti casi di intossicazione con poche decine di migliaia di cellule, e innocue fioriture con centinaia di migliaia di cellule. Nello specifico, siamo "in allerta" in un punto definito e delimitato a Chiavari dove l’acqua è particolarmente ferma, lungo pochi metri, dove verrà intensificato il monitoraggio del numero di cellule e di eventuali effetti collegati alla presenza dell'Ostreopsis con campionamenti giornalieri.

Infine ARPAL precisa che anche durante i normali campionamenti per le acque di balneazione, che avvengono su oltre quattrocento punti di misura, in caso di riscontro di segnali di possibile presenza algale, vengono prelevati ulteriori campioni per il conteggio dell’Ostreopsis. 

 


Nessun consigliere ARPAL San Remo

            In merito alle notizie apparse ieri su alcune agenzie di stampa, si precisa che non esiste una sede di ARPAL a San Remo: al Dipartimento ARPAL di Imperia non risulta nessun consigliere a nome di Ignazio Farris. 



Progetto Estrus - Seminario a Genova

Lunedì 29 MARZO nel salone di rappresentanza del Comune di Genova - Via Garibaldi 9 - Palazzo Tursi, si svolgerà un seminario del progetto ESTRUS.



Pellet radioattivo: la situazione in Liguria

Si è conclusa la prima serie di misure effettuate presso imprese e abitazioni private che hanno acquistato e utilizzato il pellet in Liguria. Le analisi, effettuate sia su materiale ancora da bruciare, sia su ceneri residue, hanno dimostrato valori di Cesio-137 molto inferiori ai limiti previsti dalla normativa, e anche le stime effettuate nelle peggiori condizioni possibili hanno portato a valori inferiori alla soglia di rilevanza radiologica. Di seguito è riportata una sintesi della relazione tecnica rilasciata dagli ispettori ARPAL che hanno eseguito i sopralluoghi e le misure. 

"In seguito al ritrovamento nel mese di giugno presso Aosta di pellet di materiale eco-combustibile proveniente dalla Lituania contaminati da Cesio-137, la Procura  della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo Aostano ha avviato un’indagine su tutto il territorio nazionale con lo scopo di verificare la presenza del radioisotopo contaminante nelle partite di pellet aventi la stessa provenienza.

La marca del pellet oggetto di indagine è  “NATURKRAFT” ed in particolare si distingue per due diverse tipologie di etichettatura “NATURKRAFT premium qualitat” e “NATURKRAFT prima qualità” entrambi del diametro di 6 mm.

Vista la notevole quantità di questo materiale commercializzato in tutta Italia e soprattutto la particolarità delle misure, la Procura di Aosta ha incaricato nella seconda metà di giugno l’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale (ISPRA ex APAT) anche attraverso il supporto delle Agenzie regionali per la Protezione dell’Ambiente, di proseguire l’attività di indagine già avviata dai Vigili del Fuoco.

Conseguentemente sono iniziate da parte di ARPAL le attività di accertamento presso le imprese (sei) che nella nostra Regione hanno acquistato il pellet contaminato, nonché presso i cittadini che nel corso dell’inverno 2008/2009 avevano acquistato e utilizzato questo materiale.

Le analisi si sono concentrate principalmente sul materiale ancora non utilizzato e sono state eseguite direttamente in loco con uno spettrometro gamma portatile al fine di poter individuare immediatamente i campioni maggiormente contaminati.

Nella sottostante tabella sono riportati il valore minimo e massimo di concentrazione di Cesio-137 riferiti ai più di 20 campioni di pellet NATURKRAFT analizzati.

Tipologia campione

Concentrazione (Bq/kg)

NATURKRAFT prima qualità

8,7±2,9

NATURKRAFT premium qualitat

30,9±5,5

 

In due casi è stato possibile analizzare i residui della combustione di questi pellet prelevandoli direttamente dal cassetto raccolta ceneri delle stufe. I risultati analitici di seguito riportati, evidenziano come il valore di concentrazione di Cesio-137 sia più elevato rispetto al materiale ancora da bruciare in quanto, durante la combustione, vi è la tendenza a concentrare nelle ceneri i componenti non volatili.

Tipologia campione

Concentrazione (Bq/kg)

Ceneri Pellet

608±24

Ceneri Pellet

819±28

 

Come evidenziato dagli accertamenti eseguiti sino ad oggi in tutta la Liguria, i valori di concentrazione di Cesio-137 rilevati, sia nei pellet che nelle ceneri prodotte dalla combustione dei pellet stessi, sono notevolmente inferiori ai limiti imposti dalla normativa vigente. In ogni caso sono state approntate delle stime di dose alla popolazione: sulla scorta del dato di concentrazione nelle ceneri più alto sino ad oggi diffuso (40000 Bq/kg), si sono ottenuti valori  al di sotto della soglia di  rilevanza radiologica".

 

 






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