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Il D.Lgs 152/99 è la normativa fondamentale per la definizione delle attività riguardanti tutte le acque superficiali, marine e sotterranee. Il decreto, all'articolo 1, definisce la disciplina generale per la loro tutela ed intende raggiungere, tra gli altri, l'obiettivo di prevenire e ridurre l'inquinamento, attuando altresì il risanamento dei corpi idrici inquinati.
Per raggiungere tali obiettivi vengono identificati i seguenti strumenti che presentano un'attinenza più o meno diretta col controllo degli scarichi:
Prima di iniziare la trattazione, è indispensabile richiamare alcune definizioni del D.Lgs 152/99, che chiariscono esattamente i termini delle problematiche:
Il controllo effettuato dai dipartimenti A.R.P.A.L. è principalmente di tipo "tecnico" e gli scarichi soggetti sono quelli industriali, urbani ed abitativi. Il quadro normativo è stato profondamente modificato a seguito dell'emanazione del D.Lgs 152/99. Anche la L.R 18/99 ha modificato le competenze autorizzative e di controllo amministrativo: in base a tale norma, infatti, all'Agenzia, oltre alle attività di controllo tecnico, competono anche quelle istruttorie. Comunque il quadro è differenziato a seconda dei Dipartimenti perché dipende da quanto previsto nei "programmi di controllo ambientale" redatti annualmente dalle Provincie ai sensi dell'art. 7 della LR 39/95 e nelle convenzioni con i Comuni. Tali documenti identificano le entità da controllare, nonché le priorità e modalità dei controlli stessi. Allo stato attuale la situazione è la seguente:
In ogni caso, il controllo, anche quando finalizzato al prelevamento ed all'analisi dei liquami scaricati al fine della verifica dei limiti tabellari, deve, per necessità tecnica ed al fine di garantire la correttezza e la rappresentatività del risultato, comprendere una fase ispettiva comportante la raccolta di informazioni sulle lavorazioni inquinanti e/o i sistemi depurativi messi in atto. Ciò consente di definire le modalità di prelievo più opportune e le determinazioni analitiche da eseguire scegliendo i parametri caratteristici e significativi di ogni scarico. Durante le ispezioni è altresì necessario verificare l'osservanza delle prescrizioni autorizzative: pertanto in alcuni casi è possibile fornire le conclusioni anche sulla base delle sole risultanze delle ispezioni. Non sono infine trascurabili gli accertamenti analitici svolti su campioni consegnati da altri Enti che effettuano controlli sul territorio (ad esempio NOE, Guardia di Finanza, etc).
Il D.Lgs 152/99, demanda a specifici strumenti regionali la definizione puntuale delle competenze. In Liguria sono vigenti alcune normative regionali (L.R. 43/95 e L.R 18/99) che, in certo senso, costituiscono già un'applicazione del Decreto, in quanto potrebbero collocarsi tra i provvedimenti previsti dall'art. 3 al comma 1. Inoltre occorre tenere presente quanto disposto dallo stesso articolo al comma 2. Pertanto, sulla base dei combinati disposti delle normative citate, in Liguria gli Enti preposti alle autorizzazioni ed al controllo risultano essere:
In ogni caso, e di conseguenza anche per ogni tipologia di scarico, ai sensi dell'art. 6 della L.R. 18/99, l'A.R.P.A.L. costituisce l'organo tecnico della Pubblica Amministrazione; tra le attività inerenti è tra l'altro compresa, quando prevista, quella dello svolgimento dell'istruttoria tecnica. Nei fatti, l'effettiva applicazione di queste competenze, se non strettamente collegate agli aspetti analitici, dipende dagli accordi stipulati con le Provincie od i Comuni nell'ambito della definizione dei piani operativi e delle convenzioni.
I principali strumenti di cui dispongono gli Enti interessati alla conoscenza della situazione per disporre dei dati necessari, sono in primo luogo il catasto degli scarichi (competenza provinciale derivante dall'abrogata L 319/76 e non chiaramente definita dal D.Lgs 152/99), iniziative specifiche promosse soprattutto dalla Regione per implementare il Sistema Informativo Regionale Ambientale ed infine, i dati derivanti dai controlli amministrativi e tecnici in fase sia istruttoria che di controllo vero e proprio, svolti dalle Amministrazioni competenti.
Sono attualmente in corso svariate iniziative, sia derivanti alle competenze degli Enti, sia connesse alle attività legate alla gestione del Servizio Idrico Integrato che dovrebbero consentire di disporre di una banca dati esauriente ed aggiornata.
La situazione è estremamente articolata e pertanto si ritiene opportuno rinviare a quanto esposto nella “Relazione sullo stato dell'ambiente in Liguria” al capitolo 4.1 che riguarda gli scarichi .
In questa sede vengono riassunti gli aspetti più salienti della situazione ligure. Il primo, e basilare, indicatore dell'entità delle pressioni esistenti è il numero di scarichi che insistono direttamente sui vari comparti ambientali. Nella tabella sottostante viene riassunto il quadro più aggiornato disponibile oggi presso l'Agenzia.
| Provincia | Recettore |
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| Imperia |
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| Savona |
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| Genova |
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| La Spezia |
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| TOTALE LIGURIA |
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Gli scarichi in ambiente censiti sono poco più di 2000: vengono prese in esame tutte le tipologie rilevanti (urbani ed industriali, trascurando i domestici).
La tabella non prende in cosiderazione gli scarichi industriali con recapito in fognatura ne sono stati censiti circa 400, ma sono sicuramente più numerosi.
Gli scarichi urbani in acque interne, in numero molto superiore a quelli in mare, servono generalmente agglomerati con meno di 2000 abitanti equivalenti, mentre quelli in mare, servono utenze molto maggiori. Per gli scarichi industriali si ripresenta la stessa situazione, ma con differenze meno marcate.
Per valutare le utenze da collegare ad impianti, sono state considerate quelle potenziali totali (residenti, fluttuanti, equivalenti industriali di ogni agglomerato). Nella percentuale di utenze collegate non compaiono le numerose utenze domestiche dotate di impianti individuali (con efficienza limitata). La maggior parte degli scarichi non collegati ad impianti di depurazione sono nelle zone dell'entroterra.

Per esprimere graficamente la situazione degli scarichi, è stato approntato l'istogramma seguente che evidenzia l'elevato numero di scarichi recapitanti nelle acque interne.
Per completare il quadro generale della situazione degli scarichi idrici, è necessario ancora considerare un ultimo indice: il numero e l'efficacia dei controlli. Allo scopo è stata predisposta una tabella che, distinta per tipologia di scarichi, riporta i controlli ed il loro esito.
| Tipologia Scarichi | N. Scarichi Controllati | N. Sopralluoghi | N. non conformità |
| Fognari | 230 | 494 | 50 |
| Industriali | 289 | 500 | 36 |
| Abitativi | 102 | 186 | 21 |
| Totali | 620 | 1180 | 107 |
Alla luce di quanto discusso in precedenza (cioè che gli scarichi urbani sono molto più numerosi di quelli industriali), il maggior impegno nei controlli effettuati è stato rivolto a questi ultimi.
La tendenza al miglioramento è naturalmente da confermare. Gli scarichi fognari continuano ad essere la tipologia col maggior numero di inadempienze, fatto dovuto principalmente alla scarsità di finanziamenti destinati ad adeguare gli impianti.
Il livello di controllo sugli scarichi rilevanti (circa il 20%) può essere considerato soddisfacente.