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Elenco delle norme che regolano sia la struttura della Sezione Regionale del Catasto, sia le sue attività e le sue funzioni.
La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti, di cui all'art.11 D.lgs. 5 febbraio 1997, n.22 e D.M. 4 agosto 1998, n.372, viene costituita e prevista dal Regolamento organico di organizzazione di ARPAL nel settore 4 “Sistema Informativo ambientale” della II Unità Operativa della Direzione Scientifica, denominata “Sistemi Scientifici Specialistici e Sistemi Informativi Ambientali”.
La scelta organizzativa è pienamente coerente con lo spirito delle norme sopracitate che intendono promuovere, attraverso le Sezioni Regionali, le seguenti attività:
Le macrofunzioni che caratterizzano all'interno di ARPAL l'assetto organizzativo relativo alla matrice rifiuti sono di indirizzo e coordinamento, di informazione ed operative di controllo:
Mentre l'organizzazione è desumibile in modo trasparente dal Regolamento ed è immediatamente implementabile in quanto totalmente compatibile con la struttura organizzativa di ARPAL, il percorso interno per dare avvio completo alle attività inerenti la matrice rifiuti deve ancora prevedere il rafforzamento delle strutture deputate in termini essenzialmente di personale dedicato. Necessita inoltre il completamento delle procedure di cui alla macrofunzione di indirizzo e coordinamento, il completamento dei sistemi informativi per la gestione dei dati, contestualmente al decentramento e messa in disponibilità dei Dipartimenti Provinciali della documentazione in originale delle dichiarazioni MUD 1998, 1999 e 2000, ad oggi depositata presso il Dipartimento Provinciale di Genova.
ARPAL è in grado di garantire attraverso l'azione di coordinamento ed indirizzo, tenuta a livello centrale dal settore 4 della Unità Operativa Promozione e Coordinamento delle Attività e dei Servizi della Direzione Scientifica, un sufficiente grado di omogeneità nell'azione dei quattro Dipartimenti e nel contempo non si toglie la necessaria autonomia operativa dei singoli Dipartimenti garantita dal settore 3 dell'Unità Operativa Aree Funzionali dei Dipartimenti Provinciali, di concerto con le Province, nella gestione tecnico-amministrativa delle singole pratiche.
Il catasto rifiuti è stato istituito con la legge 475/88 ai fini della "raccolta in un sistema unitario, articolato su scala regionale, di tutti i dati relativi ai soggetti produttori e smaltitori di rifiuti".
Con la successiva emanazione della legge 70/94 è stato poi istituito il modello unico di dichiarazione ambientale (MUD), che avrebbe da subito dovuto rappresentare lo strumento di standardizzazione della raccolta dei dati, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Le successive modifiche al modello e la pluralità dei soggetti coinvolti hanno di fatto notevolmente complicato tale attività fino all'emanazione del D.lgs.22/97 che prevede finalmente per il catasto (art.11) la creazione di una struttura “a rete” organizzata in una sezione nazionale (presso ANPA) e in sezioni regionali o delle province autonome presso le corrispondenti Agenzie Regionali (ARPA) e delle province autonome per la protezione dell'Ambiente (APPA).
Tale organizzazione pone quindi le basi per la realizzazione di una base conoscitiva unica, completa ed integrata.
Con l'emanazione del DM 372/98 "Regolamento recante norme sulla riorganizzazione del catasto dei rifiuti", attuativo del D.lgs.22/97, si è arrivati ad una definizione chiara ed univoca del catasto e delle sue funzioni.
In particolare l'art.1 riprecisa i contenuti del sopracitato art.11 del D.Lgs 22/97, l'art.2 riporta la tipologia delle informazioni che devono costituire la base informativa del catasto dei rifiuti precisando che tali dati devono essere aggiornati con una “periodicità tipicamente pari all'annualità”.
Sinteticamente i dati che devono costituire la base informativa del Catasto dei rifiuti sono:
Oltre ai dati previsti dal DM 372/98, devono confluire alle Sezioni Regionali del Catasto anche quelli derivanti dalle dichiarazioni PCB di cui al D.lgs.209/99 e da queste alla sezione nazionale (art. 3 "i detentori di apparecchi contenenti PCB ... sono tenuti a comunicare alle sezioni regionali e delle province autonome del catasto dei rifiuti le seguenti informazioni ..." - "le informazioni …… sono trasmesse dalle sezioni regionali e delle province autonome del catasto dei rifiuti all'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente ...").
L'operazione di raccolta delle informazioni, e più precisamente la necessità di attivare un corretto flusso delle informazioni alla Sezione Regionale del Catasto, riveste un'importanza fondamentale in quanto consente di disporre di informazioni aggiornate. Gli unici flussi che il Legislatore ha provveduto a disciplinare sono relativi alla dichiarazione MUD, la quale deve essere consegnata ogni anno entro aprile alla Camera di Commercio della provincia di appartenenza dell'unità locale, e alla comunicazione sulla detenzione di apparecchi contenenti PCB che deve essere presentata alla Sezione Regionale del Catasto di appartenenza con cadenza biennale.
Considerando la diversa origine e caratteristica dei dati che dovranno alimentare il Sistema Informativo Catasto dei rifiuti è necessario progettare tale strumento come un Sistema costituito da più data base distinti.
In particolare si sono individuati i seguenti archivi per la gestione dei dati:
Sulla base dei criteri per la realizzazione del nuovo Sistema Nazionale di Osservazione ed Informazione ambientale che ANPA ha proposto e che è stato già approvato in sede di Conferenza Stato – Regioni, il sistema informativo relativo ai rifiuti dovrà essere organizzato in modo tale da distinguere le informazioni necessarie a livello nazionale (area comune) da quelle di maggior dettaglio che risiederanno solo presso la Sezione Regionale del Catasto (area locale) e che saranno a disposizione per tutti gli adempimenti a livello comunale, provinciale o regionale degli Enti a vario titolo competenti in materia (controlli, pianificazione, formazione, informazione ecc...) e più in generale, sottoforma di elaborazioni sintetiche od indicatori, dell'utente privato.
Le informazioni scaricate direttamente nel DB MUD dai file trasmessi dalle Camere di Commercio, risultano affette da un numero non indifferente di incompletezze e di errori formali e sostanziali, che di fatto rendono non fruibile tale patrimonio. A fronte di ciò la Sezione Regionale sta applicando i criteri che il CTN RIF ha recentemente rilasciato a livello nazionale per la verifica dei dati relativi ai rifiuti speciali, agendo in piena autonomia per quanto riguarda l'implementazione dei moduli di supporto, mentre ricorre alla concertazione ed all'integrazione dei criteri in collaborazione con il Settore 4 (Rifiuti e suolo) della Unità Operativa Promozione e Coordinamento delle Attività e dei Servizi della Direzione Scientifica, e con l'ufficio Gestione Ciclo Rifiuti della Regione Liguria. Discorso analogo per quanto riguarda i criteri per la bonifica dei dati relativi ai rifiuti urbani, che sono già stati testati ed applicati ai dati 1998 e 1999.
La disponibilità di moduli di supporto, sviluppati in ambiente MS ACCESS 2000, è la seguente:
Il DB Gestione Autorizzazioni nella sua versione 2.0 è articolato in tre moduli distinti sviluppati in ambiente MS Access 2000:
Ad oggi questo software è stato distribuito alla province affinché provvedano ad una valutazione sulla rispondenza del sistema alle loro esigenze operative, in modo da favorirne l'utilizzo e, di conseguenza, effettuare il caricamento dei dati.
Allo stato l'ARPAL insieme alla Provincia di Genova sta studiando la realizzazione di una connessione stabile tra i Sistemi Informativi esistenti presso i due enti.
Il sistema software sviluppato, gestisce le fasi di inserimento dei dati derivanti dalla comunicazioni inviate direttamente alla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti ai sensi del D.Lgs.209/99, e di modifica di quelli già caricati, per quanto riguarda le informazioni relative alla modulistica ante DM 10/11/2001. Il software consente altresì di effettuare ricerche in base ai seguenti parametri:
Ad oggi sono disponibili i dati delle comunicazioni pervenute entro ottobre 2001.
In tale contesto si evidenzia che il software sviluppato è stato messo a completa disposizione dell'ANPA e delle ARPA/APPA, favorendo in questo modo il processo di standardizzazione delle informazioni.
Grazie all'attività del CTN RIF, sono disponibili l'osservatorio della normativa e il catalogo delle sorgenti delle informazioni. Tuttavia occorre precisare che sono delle basi dati che vivono di vita propria, non presentano la possibilità di un collegamento diretto all'anagrafica comune e sono quindi da ritenersi complementari al Sistema Informativo Catasto.