logo ARPAL Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente in Liguria ARPAL
e-mail
obiettivi organizzazione tematiche progetti formazione link ed.ambientale Concorsi
meteo rete EMAS balneazione biblioteca rassegna stampa URP homepage mappa del sito
Il nuovo sistema di catalogazione dei rifiuti sintesi ed osservazioni
(Decisioni Comunitarie 2000/532/CE del 03/05/00, 2001/118/CE del 16/01/01, 2001/119/CE del 22/01/01, 2001/573/CE del 23/07/01)


Il nuovo catalogo dei Codici CER è costituito da un unico elenco di rifiuti non pericolosi e pericolosi (la pericolosità è indicata con un *) ed entra in vigore il 01/01/02. In estrema sintesi le modifiche e le precisazioni stabilite dalla Commissione riguardano: 1. la ridefinizione del codice, 2. l'attribuzione della “pericolosità”, 3. le procedure puntuali per identificare un rifiuto nell'elenco.
  1. La ridefinizione dei codici CER , oltre ad eliminare 293 codici riportati negli allegati A e D del Dlgs. 22/97 ed inserire 487 nuovi codici, ha comportato:
    • la riconferma di 198 CER che rimangono inalterati sia come codice, sia come descrizione che come pericolosità;
    • la modifica solo nella descrizione di 273 CER che, pur rimanendo inalterati come codice numerico, risultano modificati nella descrizione;
    • la modifica nella descrizione e nella pericolosità di 7 CER che, pur rimanendo inalterati come codice numerico, risultano modificati sia nella descrizione che nella pericolosità;
    • la modifica solo nella pericolosità di 5 CER che, pur rimanendo inalterati come codice e come descrizione, risultano modificati come pericolosità;


  2. L'attribuzione della "pericolosità" nel nuovo catalogo deriva dall'applicazione di due criteri distinti:
    • alcune tipologie di rifiuti sono definiti "pericolosi" (*) in quanto la Commissione ha ritenuto che gli stessi presentino una o più delle caratteristiche indicate nell'Allegato III della direttiva 91/689/CE,
    • altre tipologie di rifiuti, definiti "pericolosi" in riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, sono tali solo se le sostanze pericolose in essi presenti raggiungono determinate concentrazioni. A questi codici corrispondono codici di rifiuti non pericolosi "diversi" da quelli pericolosi. Questi codici sono chiamati codici a specchio o speculari.


  3. Modus procedendi per la classificazione del rifiuto:
    1. Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99. (è' possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a capitoli diversi in funzione delle varie fasi della produzione).
      (Nota: I rifiuti di imballaggio oggetto di raccolta differenziata (comprese combinazioni di diversi materiali di imballaggio) vanno classificati alla voce 15 01 e non alla voce 20 01).
    2. Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.
    3. Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16.
    4. Se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all'attività identificata al precedente punto a)



Indietro torna a inizio pagina torna all'homepage