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Profilassi ed altre attività di tipo analitico strumentale

In tale ambito della prevenzione collettiva i laboratori dell'Agenzia, in prevalenza su richiesta della A.S.L., svolgono:

  1. monitoraggio ambientale microbiologico
  2. sorveglianza delle Legionellosi
  3. controllo delle acque utilizzate nei reparti ospedalieri di dialisi
  4. controllo per la molluschicoltura
  5. accertamenti su sostanze d'abuso
  6. monitoraggio pollinico

Monitoraggio ambientale microbiologico

Il controllo della qualità dell'aria in ambienti confinati (indoor) dal punto di vista biologico trova particolare rilevanza in strutture comunitarie, quali scuole, uffici ed ospedali, in cui l'inquinamento sostenuto da tali agenti diventa particolarmente temibile. I contaminanti comprendono schizomiceti, miceti artropodi, che possono determinare condizioni di disagio o vere e proprie patologie.

In ambito ospedaliero (l'ospedale in tal senso è inteso come particolare luogo di vita e di lavoro), di norma, viene eseguito il controllo di aria e superfici delle sale operatorie e di reparti a rischio.

In tale attività le strutture dell'Agenzia sono coinvolte nel momento di organizzazione logistica, nell'attiva partecipazione al campionamento, nella conduzione dell'analisi, refertazione ed elaborazione del dato nonché, in mancanza di normativa, suggerimento di adeguatezza tratto dal sapere scientifico; le indagini si basano sulla ricerca di determinati parametri batterici indicatori (carica batterica come esempio di corretta sanificazione) e sulla evidenziazione di specifici agenti patogeni.



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Sorveglianza delle Legionellosi

La legionellosi è una malattia infettiva grave e a letalità elevata.

L'osservazione di recenti casi di legionellosi in nosocomi italiani e la notifica di polmoniti da Legionella in turisti che hanno soggiornato in alberghi e villaggi del nostro paese pone la Sanità pubblica di fronte al problema della prevenzione comunitaria e nosocomiale delle infezioni da batteri del genere Legionella.

La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione di aerosol contenente legionelle, oppure di particelle derivate per essicamento.

Serbatoio naturale di Legionella è l'ambiente; dal serbatoio naturale il germe passa nei siti che costituiscono il serbatoio artificiale (acqua condottata cittadina, impianti idrici dei singoli edifici, piscine…). L'aumento moderato della temperatura dell'acqua, rispetto a quella naturale, rappresenta uno dei principali fattori che favoriscono la crescita del batterio e la contaminazione ambientale.

I principali sistemi generanti aerosol, che sono associati alla trasmissione della malattia, comprendono gli impianti idrici, gli impianti di climatizzazione dell'aria, le apparecchiature per la terapia respiratoria assistita e gli idromassaggi.

La ricerca della fonte di infezione si basa su un'indagine epidemiologico – analitica: sulla scorta di ipotesi sulla possibile origine dell'infezione si procede ad indagini ambientali mirate.

Principale obiettivo della sorveglianza, oltre al monitoraggio epidemiologico dell'andamento della malattia, è evidenziare i fattori di rischio ed interrompere la catena di trasmissione.

Strategie per contrastare la moltiplicazione e la diffusione di Legionella devono essere considerate e messe durante le fasi di progettazione, installazione, funzionamento e manutenzione. Per quanto tali misure non garantiscano che un sistema o un componente siano privi di legionelle, esse contribuiscono a diminuire la possibilità di inquinamento batterico grave.

La legionella viene ricercata nell'ambiente idrico artificiale (impianti idrici, impianti di climatizzazione con refrigerazione ad acqua o ad aria, fontane decorative, idromassaggi, apparecchiature mediche per la respirazione assistita, stabilimenti termali).

Da quanto detto emerge l'importanza di effettuare controlli analitici sulle matrici ambientali sia a scopo epidemiologico sia a scopo preventivo.

I laboratori dell'Agenzia effettuano la ricerca di legionella in campioni ambientali con metodi colturali e successiva identificazione biochimica e sierologica.



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Controllo delle acque utilizzate nei reparti ospedalieri di dialisi

La necessità di utilizzare acqua ultrapura in reparti di dialisi rende necessario che controlli specialistici vengano eseguiti sull'impianto; vengono effettuati controlli analitici microbiologici e chimici con cadenza regolare.



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Controllo per la molluschicoltura

La materia è regolamentata dal D.lgs. 530/92, integrato da numerosi decreti ministeriali di attuazione, che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei molluschi eduli lamellibranchi nell'ambito del controllo alimenti.

Il Dipartimento Provinciale di La Spezia è l'unica struttura territorialmente interessata alla presenza di tale attività in esercizio; l'allevamento spezzino è parte consolidata dell'economia locale.

L'attività di vigilanza si esplica nell'ambito di un Piano di Sorveglianza sulla Produzione e Commercializzazione che vede coinvolti la A.S.L. n° 5 Spezzina, l'A.R.P.A.L. e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte Liguria Valle d'Aosta.

Al Dipartimento A.R.P.A.L. di La Spezia competono i campionamenti e la caratterizzazione analitica di mitili e acque comprendente la ricerca di parametri fisici, chimici, batteriologici e tossicologici. Viene svolto, inoltre, studio e ricerca su specie algali tossiche e sulle potenziali interazioni con la molluschicoltura.

mitile mitili


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Accertamenti su sostanze d'abuso

La materia nel settore della prevenzione e tossicologia delle sostanze d'abuso, regolamentata dalla L. 162/90, dal D.P.R. 171/93 e dalla Circolare del Ministero degli Interni 58/95, è di competenza degli Organi di Polizia Giudiziaria.

Gli interventi tecnici a carico delle strutture dell'A.R.P.A.L. in questo delicato settore consistono nell'esecuzione degli accertamenti sui reperti sequestrati di presunta natura stupefacente e prevedono la stesura del relativo giudizio tecnico. In questo campo una programmazione è ovviamente difficile in quanto il carico di lavoro non è valutabile in via preventiva e deve essere effettuato con urgenza.



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Monitoraggio Pollinico

L'A.R.P.A.L. ha dato avvio alla realizzazione su scala regionale di una rete per il monitoraggio-previsione-comunicazione della concentrazione dei pollini allergenici, con lo scopo di allargare la diffusione delle informazioni aerobiologiche affinchè raggiungano tutti i soggetti interessati alla problematica.

Il primo impegno è consistito nell'estendere a ciascun Dipartimento Provinciale la costituzione di stazioni di monitoraggio aerobiologico.

Il monitoraggio viene condotto con cadenza giornaliera; l'attività delle stazioni consiste nel campionamento, conteggio e classificazione delle principali famiglie di pollini aerodispersi.

Dalle attività analitiche discendono la formazione di una banca dati, l'elaborazione dei relativi calendari pollinici su scala provinciale.

Risultano attive le sedi di La Spezia (operativa dal 1991), Genova, Savona (operative dal 2001), Imperia (operativa dal 2002).

polline graminacee polline rosmarino polline olivo


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Principali riferimenti normativi




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