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I fitofarmaci, utilizzati in agricoltura, rappresentano una possibile sorgente di contaminazione diffusa dell'ambiente.

Per le loro caratteristiche di persistenza nelle varie componenti fisiche e biotiche dell'ambiente, per i loro processi di diffusione, influenzati dalle caratteristiche fisico chimiche del principio attivo e regolati dalle condizioni geo-idrologiche, i fitosanitari sono causa importante di contaminazione: tutti i comparti ambientali sono esposti a questo rischio anche se le acque (superficiali e sotterranee) e il suolo sono quelli più direttamente coinvolti.
Le sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari sono caratterizzate da una elevata tossicità intrinseca specifica per alcuni organismi bersaglio, non sono selettive e pertanto possono risultare tossiche per molte specie viventi, incluso l'uomo.
L'attenzione resta sempre focalizzata verso la contaminazione degli alimenti e verso le acque potabilizzate e da potabilizzare, al fine di valutare il superamento dei valori soglia e di stimare l'assunzione tramite la dieta delle sostanze fitosanitarie.
Le attività di vigilanza in questo comparto sono regolate da numerose norme che stabiliscono frequenze di controllo, parametri analitici e limiti di concentrazione
Le difficoltà ad impostare correttamente una vigilanza sanitaria e ambientale discendono dalle molte variabili che occorre conoscere per una scelta oculata del numero di prelievi da effettuare, dei siti di prelievo, delle sostanze attive da ricercare quali: l'elevato numero di sostanze attive utilizzate, inorganiche e organiche di sintesi, con caratteristiche chimico-fisiche ed ecotossicologiche molto diverse tra loro, l'utilizzo in funzione delle colture agricole presenti, i trattamenti effettuati e ripetuti nel tempo alle colture e/o al terreno.
La conoscenza del territorio ed il suo utilizzo possono fornire utili indicazioni per indirizzare la ricerca; molto più arduo è selezionare le sostanze attive prioritarie da ricercare tra tutte quelle potenzialmente possibili sulla base dei prodotti registrati.
Come proposto dal gruppo di lavoro fitofarmaci ANPA-ARPA-APPA, per raggiungere tale obiettivo potrà essere utilizzato, ad esempio, un sistema che tenga conto dei dati di vendita, di modelli di compartimentazione ambientale, di modelli che misurano l'attenuazione verso specifici comparti e anche dei risultati relativi a precedenti controlli o monitoraggi.
Dai dati di vendita sarà possibile redigere una sorta di classifica delle singole sostanze attive e attribuire dei punteggi sulla base della loro posizione; il punteggio relativo a questo elemento sarà integrato con quelli ottenuti dagli altri elementi (tipo di impiego, distribuzione ambientale …) per arrivare ad un punteggio complessivo che indichi le sostanze prioritarie da ricercare nei diversi comparti ambientali.
Le fonti di dati ufficiali in Italia per i dati di vendita a cui fare riferimento sono sostanzialmente l'ISTAT, il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) e Agrofarma.
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Indicatori
Per rappresentare il livello di stato e pressione si possono adottare gli indicatori individuati nella tabella sottostante.
| Indicatori di Pressione | Indicatori di Stato |
| Consumo di prodotti fitosanitari | Contaminazione di alimenti |
| Contaminazione di acque |
I settori di intervento in tema di sorveglianza e di prevenzione dei rischi da antiparassitari sono, pertanto, numerosi; ciascuno dei quali è caratterizzato da obiettivi specifici nell'ambito dell'obiettivo complessivo della tutela della popolazione e dell'integrità dell'ambiente.
Le strutture dell'A.R.P.A.L., in tema di sorveglianza e di prevenzione dei rischi da antiparassitari, intervengono in ambiti molteplici e diversificati:
L'attività analitica, che coinvolge i laboratori, risulta essere particolarmente impegnativa sia per il notevole numero dei principi attivi da ricercare, sia per la complessità dei metodi, sia per l'aggiornamento continuo delle metodiche analitiche.
Le attività di sorveglianza sugli alimenti e sui formulati commerciali si svolgono secondo gli indirizzi forniti dal Piano Programmatico per il controllo della filiera alimentare per gli anni 2002 - 2005, approntato dalla Regione Liguria.