logo ARPAL Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente in Liguria ARPAL
e-mail
obiettivi organizzazione tematiche progetti formazione link ed.ambientale Concorsi
meteo rete EMAS balneazione biblioteca rassegna stampa URP homepage mappa del sito
L'AEROBIOLOGIA


L'aerobiologia è la disciplina che studia le particelle di origine biologica nell'atmosfera (pollini, spore fungine, batteri, virus, acari, licheni, alghe, frammenti di insetti ecc.) in relazione anche ai loro effetti sull'ambiente (piante, animali, uomo e opere d'arte). La formazione di tale Bioaerosol è un fenomeno che si verifica spontaneamente in natura là dove esistono attività biologiche esposte ai movimenti dell'aria. Alle sorgenti naturali si aggiungono quelle attivate dall'uomo attraverso le coltura e le pratiche agricole, gli allevamenti zootecnici, la produzione ed il trattamento dei rifiuti solidi e delle acque reflue ed alcune attività industriali.

Il crescente interesse per il rapporto tra l'Aerobiologia e allergopatie è dovuto negli ultimi anni all'aumento delle malattie allergiche respiratorie (in particolare l'asma bronchiale), che stanno facendo registrare in tutto il mondo industrializzato un aumento progressivo nella prevalenza e nella morbilità in particolare in aree urbane ad elevato inquinamento e in numerose situazioni lavorative. Tale situazione è da ricondurre sopratutto allo "stile di vita" che caratterizza l'uomo moderno, il quale vive spesso chiuso all'interno di abitazioni e di luoghi di lavoro sigillati ed inquinati da composti ad attività allergenica (acari della polvere, forfora di gatti e cani ecc..).

I POLLINI rappresentano uno dei principali fattori scatenanti le allergopatie (allergia=“diversa reazione”). Le specie polliniche di interesse allergologico sono generalmente quelle che usano l’impollinazione anemofila per i loro processi riproduttivi. Queste piante producendo grandissima quantità di particelle portatrici del gamete maschile aumentano in tal modo la probabilità di raggiungere la parte femminile di un fiore della stessa specie. Tra queste, in Italia, la maggior incidenza sulle allergie respiratorie di tipo stagionale è data dai pollini di Graminacee, erbe soprattutto spontanee come la Festuca (paleo dei prati), Dactylis (erba mazzolina), Lolium (loglio), Poa (gramigna, erba fienarola), Cynodon (gramigna), presenti anche nella composizione di tappeti erbosi urbani, e di Urticacee (soprattutto la Paretaria, erba infestante che cresce sui vecchi muri in città).
Nelle regioni settentrionali, le graminacee spontanee sono tra le maggiori responsabili delle pollinosi che si manifestano in primavera-estate, periodo in cui liberano innumerevoli minuscoli granuli di polline (diametro di 25-40 µm). Questi, inalati, determinano in individui sensibili quelle reazioni fatte da starnuti, lacrimazione e, nei casi più gravi asma, che da sempre vanno sotto il nome di “febbre da fieno”. In tali zone, la stagione di pollinazione inizia a metà aprile e dura fino a tutto settembre e nella maggior parte dei casi i disturbi iniziano in maggio e vanno fino agli inizi di luglio quando la maggior parte delle graminacee spontanee libera il polline che raggiunge in atmosfera le concentrazioni più elevate.

Negli ultimi 8-10 anni sono state molto numerose le segnalazioni di nuove pollinosi non solo in Italia ma anche in altri paesi europei e nel nord America. In Italia, come in altri paesi dell'area mediterranea, sono segnalate in forte aumento già da tempo le sensibilizzazioni a pollini di cupressacee e betulacee, mentre si prevede che possano aumentare le pollinosi da frassino, ippocastano e platano. Altre pollinosi "nuove" sono dovute a uso di piante ornamentali come arredo di viali o parchi urbani (p.es il bagolaro). Da quanto ricordato emerge con chiarezza che la diffusione di nuove pollinosi è in gran parte dovuta alla comparsa di specie non endogene in aree rurali o urbane. Da qui la necessità di controllare lo sviluppo di nuove piante infestanti mediante campagne di eradicazione, come ad esempio nel caso dell'Ambrosia artemisifolia e di evitare l'uso di specie allergizzanti per l'arredo urbano.

Il W.M.O. (Word Meteorological Organization) ed il programma ambientale delle Nazioni Unite predicono una variazione in aumento di 1,5° C della T° media del pianeta entro il 2050. Anche dal punto di vista aerobiologico si prevedono pertanto alterazioni notevoli oltre che per il trasporto batterico, per il trasporto delle spore fungine, virus ed altri agenti infettivi anche nella fenologia e nella risposta produttiva vegetale. Una ridistribuzione delle specie vegetali con fenomeni di migrazione vera e propria potrebbe essere una delle conseguenze di questi cambiamenti climatici a scala globale. In Europa, per esempio, si è anticipata la fioritura di Betulla ed Ontano; l’Ambrosia, che necessita di un lungo periodo autunnale, sta lentamente insediandosi più a Nord a latitudini più alte; lo stesso Olivo verrà coltivato sempre più a nord espandendo la sua sfera di azione allergenica.

Il biomonitoraggio pollinico oltre che essere di utilità per chi è allergico fornisce però altre utili Informazioni ambientali quali, la fase fenologica di fioritura delle piante, la qualità dell’aria in base alla vitalità pollinica, specialmente in ambito urbano, la stima delle produzioni agrarie in base alla quantità di polline prodotto e come già detto descrive l’influenza dei cambiamenti climatici e dell’uomo sulla distribuzione biologica della vegetazione e sul paesaggio in base alla qualità e quantità di pollini monitorati.

Bibliografia
G. D'Amato - "Allergopatie respiratorie, i perchè di un aumento: ruolo dell'inquinamento atmosferico" in: Atti del X°congresso nazionale di aerobiologia, Bologna 13-15 novembre 2002.
A. Passaleva - "Le nuove pollinosi" in: Atti del X°congresso nazionale di aerobiologia, Bologna 13-15 novembre 2002.
G. Frenguelli, P. Mandrioli - “Allergie da polline - Graminacee e Paretaria” in: AER Marzo 1992.
G. Frenguelli - “I pollini aerodiffusi in Italia” in AER Maggio 1995.
G. Mincigrucci, O. Iannotti - "I pollini come indicatori della qualità dell'aria e dell'adattamento" in: Aria Ambiente e Salute, Anno II - numero 1- gennaio 1999.
M. Onorari, M.P.Domeneghetti - "Monitoraggio aerobiologico e beni culturali" in: Atti del X°congresso nazionale di aerobiologia, Bologna 13-15 novembre 2002.
J. Emberlin - “Aerobiology and recent environmental changes” in: Acts of the 6th International Congress on Aerobiology, Perugia, 31 Agosto-5 Settembre 1998.

 

Indietro torna a inizio pagina torna all'homepage