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BAGOLARO
O SPACCASASSI
Granulo pollinico tetra-pentazonoporati, da sublobato a sferoidale. Dimensioni medio piccole (25X 35 micron). Esina scabrata |
microscopio ottico
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Note
botaniche sulla specie: pianta longeva a portamento arboreo
con fusto breve a base allargata, spesso scanalato o, comunque, a
sezione irregolare, con una tipica corteccia liscia, cenerina, lucente
e omogenea, raggiunge i 20-25 metri di altezza. La chioma è
piuttosto larga, abbastanza densa, espansa e rotondeggiante. A foglie
caduche con marginatura doppiamente dentata, la pianta presenta fiori
ermafroditi o unisessuali maschili, isolati all'apice dei getti dell'anno
o riuniti in piccole infiorescenze alla base di questi. La fioritura,
che ha luogo contemporaneamente all'emissione delle foglie, avviene
in primavera. Il frutto è rappresentato da una drupa verdastra
di circa un centimetro che a maturità diventa bruno-nerastra.
Il termine Spaccasassi deriva dalla sua capacità di vegetare
anche su terreni calcarei, ricchi di scheletro o rocciosi, purchè
fessurati, grazie al potente apparato radicale in grado di penetrare
nelle rocce, attraverso le crepe, spaccandole. Per questo motivo e
per la sua capacità di resistere in condizioni di scarsità
d'acqua, il Bagolaro risulta essere una specie ideale per il rimboschimento
di terreni molto poveri. Ama la luce e i climi miti e in natura si
trova consociato a Frassino, Quercia, Carpino, Olmo e Acero. Il Bagolaro
è apprezzato molto nella costituzione di parchi urbani e di
alberature stradali anche per la sua spiccata resistenza all'inquinamento
e alla sua longevità (anche 200-300 anni). |
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Bagolaro |
frutti |
fiori |