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Acque a Specifica Destinazione

  1. Attività svolta
  2. Acque superficiali destinate a scopo potabile: INDICATORI E INDICI
  3. Acque superficiali destinate a scopo potabile: stato della risorsa
  4. Acque dolci idonee alla vita dei pesci: INDICATORI E INDICI
  5. Acque dolci idonee alla vita dei pesci: stato della risorsa

Il D.Lgs 152/99 è la normativa fondamentale per la definizione delle attività riguardanti i corpi idrici. Il decreto, all'articolo 1, definisce la disciplina generale per la tutela delle acque ed intende raggiungere, tra gli altri, l'obiettivo di prevenire e ridurre l'inquinamento, attuando altresì il risanamento dei corpi idrici inquinati. Sarà così possibile garantire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili.

La normativa identifica le seguenti tipologie di acque a specifica destinazione funzionale:

  1. le acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile;
  2. le acque destinate alla balneazione (non trattate nel presente paragrafo);
  3. le acque dolci che richiedono protezione e miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci;
  4. le acque destinate alla vita dei molluschi (non trattate nel presente paragrafo).
Attività svolta

Le prescrizioni normative riguardanti le acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile e quelle richiedenti protezione e miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci non sono state modificate in maniera significativa dal D.Lgs 152/99 (in quanto derivanti da specifiche direttive dell'UE). Tuttavia le precedenti normative specifiche (DPR 515/82 e D.Lgs 130/92) sono state inserite organicamente nel contesto generale della protezione dell'ambiente idrico. Di conseguenza, l'attività dell'Agenzia prosegue sulle linee a suo tempo tracciate.

Per quanto riguarda le acque destinate ad essere utilizzate a scopo idropotabile, compito primario dei Dipartimenti è quello di analizzare i campioni. La classificazione viene effettuata dalla Regione e dalla ASL competente per territorio. In questo caso, il numero di accertamenti necessari, pur dipendendo in linea di principio dalle necessità classificative, è, per lo meno in alcuni dipartimenti, condizionato dalla disponibilità dei campioni che vengono prelevati a cura delle ASL stesse in base ai contenuti delle convenzioni stipulate con le varie Aziende. Dall'esame del prospetto sopra riportato emerge che l'utilizzo di risorse idriche superficiali, e di conseguenza il carico di lavoro sono molto differenti tra i quattro Dipartimenti con una netta prevalenza di quello di Genova.

I tre Dipartimenti coinvolti nelle indagini relative alla "vita pesci" (infatti Imperia non ha acque destinate a tale scopo funzionale) eseguono tutti gli accertamenti tecnici necessari (campionamento ed analisi). L'Agenzia provvede altresì ad elaborare i dati e ad effettuare le proposte di classificazione che vengono sottoposte all'approvazione delle Amministrazioni provinciali e successivamente inviate dalla Regione al Ministero.

Il carico di lavoro presenta da un anno all'altro variazioni limitate in quanto le necessità conoscitive sono paragonabili, tuttavia nel 2001 si è registrato un notevole incremento non tanto nel numero dei campioni, quanto nei parametri esaminati, in quanto su tali acque viene effettuata una doppia classificazione (quella specifica e quella relativa alla qualità ambientale)

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ACQUE SUPERFICIALI DESTINATE A SCOPO POTABILE: INDICATORI E INDICI

Scopo degli accertamenti è quello di definire, in base alle sue caratteristiche chimiche, se un'acqua superficiale può essere utilizzata per la produzione di acqua potabile e, in caso affermativo, a quale categoria di trattamento(Al, A2, A3 – vedi la tabella sottostante) essa dovrà essere sottoposta.

Definizione delle tipologie di trattamento ai sensi del DPR 515/82

Categoria Trattamento
A1 Trattamento fisico semplice e disinfezione
A2 Trattamento fisico e chimico normale e disinfezione
A3 Trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione

Tale obiettivo viene raggiunto utilizzando le informazioni provenienti sia dall'esame ispettivo che dalle risultanze degli accertamenti analitici:

Come in tutte le classificazioni, gli esiti degli accertamenti analitici rivestono significato non tanto singolarmente, ma valutando un determinato numero di campioni (12 per la prima classificazione, 20 per gli aggiornamenti successivi) prelevati uniformemente nelle varie stagioni.

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ACQUE SUPERFICIALI DESTINATE A SCOPO POTABILE: STATO DELLA RISORSA

La classificazione regionale completa più recente è riferita al 1999 ed una sintesi della situazione è riportata nell'istogramma seguente.

Istogramma
Distribuzione delle classi di qualità delle acque superficiali
utilizzate per la produzione di acque destinate al consumo umano (dati 1999)

Globalmente la situazione delle acque destinate al consumo umano è relativamente mediocre: infatti la stragrande maggioranza si situa nella fascia intermedia, tale risultato è tuttavia quasi sempre dovuto a motivi legati a contaminazione batteriologica piuttosto che chimica e quindi facilmente risolvibile con adeguati trattamenti di disinfezione.

è opportuno ribadire che il significato ambientale generale di tali dati è pressoché nullo per la scarsa rilevanza idrologica di tali risorse. Fanno eccezione alcuni invasi di notevoli dimensioni quali il lago Tenarda in provincia di Imperia, i laghi del Gorzente, della Busalletta, del Valnoci e soprattutto del Brugneto a Genova: in tali bacini in genere la situazione è piuttosto buona.

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ACQUE DOLCI IDONEE ALLA VITA DEI PESCI: INDICATORI E INDICI

Il D.Lgs.n.152/99, allegato2, parteB detta le prescrizioni specifiche per le acque dolci superficiali designate e classificate, attraverso specifici prelievi ed analisi, come richiedenti protezione o miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci. La Normativa prevede due categorie a qualità decrescente: acque salmonicole e ciprinicole, così definite:

I parametri presi in considerazione sono fisico-chimici e tra i principali si ricordano: temperatura, ossigeno disciolto, forme dell'azoto, tensioattivi, metalli pesanti, idrocarburi.

Le acque designate e classificate si considerano idonee alla vita dei pesci quando i relativi campioni prelevati con specifiche frequenze, nello stesso punto di prelevamento e per un periodo di dodici mesi, presentino valori dei parametri di qualità conformi ai limiti imperativi indicati e alle relative note esplicative della tabella riportata nell'allegato stesso.

I punti di prelevamento sono stabiliti dalla Regione in coordinamento con le Province, ed è stato seguito il criterio di prendere in considerazione i corsi d'acqua che ricadono nei parchi naturali regionali; i tratti attualmente designati riguardanti corsi d'acqua sono 19, sono altresì previsti tre laghi. Questi ultimi, pur essendo in numero minore, richiedono un'attività più gravosa. Attualmente la maggior parte dei corpi idrici sono stati classificati e viene effettuato un programma di sorveglianza diversificato per le acque salmonicole e ciprinicole.

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ACQUE DOLCI IDONEE ALLA VITA DEI PESCI: STATO DELLA RISORSA

Nella presente sezione vengono sinteticamente riassunti i risultati ottenuti in tale attività, nel biennio 2001-2002. Tali risultati sono, in taluni casi e relativamente all’anno 2002, ancora al vaglio delle singole Amministrazioni provinciali e pertanto potrebbero essere suscettibili di lievi modifiche.

Sintesi della classificazione delle acque ai fini della vita dei pesci
Vita dei pesci

Sinteticamente, la maggior parte dei corsi d'acqua liguri monitorati a partire dal 1992, per l'idoneità alla vita dei pesci, presenta, in base alle indagini svolte, una situazione ambientale costante e piuttosto buona. Infatti, per l’anno 2002, prevale l'idoneità per la vita dei salmonidi con una percentuale del 78% sulla totalità dei corsi d'acqua esaminati e solo due risultano eccedere i limiti classificativi.

Si evidenzia tuttavia che, in base ai criteri utilizzati per l'identificazione, vengono generalmente esaminati i tratti montani dei corpi idrici interessati, che, spesso, hanno rilevanza idrologica ridotta.




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