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Acque sotterranee

  1. Prescrizioni normative
  2. Aree di interesse e stazioni di monitoraggio
  3. Stato ambientale delle acque sotterranee
  4. Qualità degli acquiferi significativi

La descrizione generale delle attività relative alle acque sotterranee può essere riferita essenzialmente all'adempimento delle direttive previste dal D.lgs.152/99 e s.m.i. Rimangono tuttavia da sottolineare caratterizzazioni ambientali e monitoraggi in corso e post operam previsti dalle istruttorie relative alle bonifiche di siti contaminati (D.M. 471/99) effettuate dai singoli Dipartimenti.

Prima della costituzione dell'Agenzia e soprattutto dell'emanazione del decreto, le indagini volte a stabilire la qualità delle acque da un punto di vista generale erano limitate e svolte saltuariamente. Gli accertamenti erano finalizzati a valutazioni relative agli usi possibili oppure erano limitati a zone ristrette in dipendenza spesso da episodi di inquinamento.

Non mancavano tuttavia, soprattutto a Genova ed a La Spezia, iniziative di più ampio respiro effettuate spesso in collaborazione con le Amministrazioni provinciali.

Oggi presso ogni Dipartimento Provinciale vengono eseguiti tutti i campionamenti e le analisi necessarie all'effettuazione del monitoraggio ai sensi del D.Lgs 152/99. Vengono prelevati ed esaminati campioni di acqua ed eseguite misurazioni dei parametri chimico-fisici, intrinsecamente instabili (pH, Eh, temperatura, conducibilità ed ossigeno disciolto), direttamente all'atto del prelievo. Anche l'aspetto quantitativo della risorsa è assicurato mediante le misurazioni freatimetriche con cadenza trimestrale. Il carico di lavoro svolto è notevole e di elevata qualità ed è destinato ad accrescersi ulteriormente in futuro.

Inoltre, ai fini del monitoraggio della qualità ambientale previsto dal Dlgs.152/99 e s.m.i, in tutti i Dipartimenti vengono determinati alcuni parametri aggiuntivi, definiti “parametri liberi”, in relazione ad esigenze specifiche determinate dall'uso del territorio o ad eventi di carattere accidentale.

La Direzione centrale, oltre a fornire le indicazioni generali ed a coordinare l'attività dei Dipartimenti, provvede, sempre in stretto collegamento con questi ultimi, alla validazione e alla elaborazione dei dati, alla definizione degli indici, allo sviluppo della modellistica ed alla stesura delle relazioni conclusive per i vari Enti.

Prescrizioni normative

Il D.Lgs 152/99 è la normativa fondamentale per la definizione delle attività riguardanti la qualità ambientale dei corpi idrici. Il decreto, all'articolo 1, definisce la disciplina generale per la tutela delle acque ed intende raggiungere, tra gli altri, l'obiettivo di prevenire e ridurre l'inquinamento, attuando altresì il risanamento dei corpi idrici inquinati. Ne consegue il miglioramento dello stato delle acque ed un'adeguata protezione di quelle destinate a particolari usi.

Secondo lo stesso decreto, in generale, i corpi idrici possono definirsi di buona qualità dal punto di vista ambientale quando mantengono la loro capacità naturale di autodepurazione, nonché quella di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate. La qualità viene stabilita sulla base di indici ed indicatori ben definiti dalla normativa stessa.

Per rispondere adeguatamente a tali prescrizioni normative, l'Agenzia ha provveduto a ristrutturare notevolmente la propria attività. Ad oggi, a seguito dell'elaborazione dei necessari indici, accompagnati da un'adeguata modellistica, è in grado di fornire, nei limiti delle risorse, un quadro completo e adeguato dello stato dell'ambiente idrico.



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Aree di interesse e stazioni di monitoraggio

Il primo anno relativo al progetto “prima effettuazione delle attività di monitoraggio sulle acque interne ai sensi del D.Lgs 152/99” ha portato a definire la prima rete di monitoraggio delle acque sotterranee della regione Liguria, articolata su 204 punti di controllo.

Lo studio è stato focalizzato, secondo quanto anche previsto dal D.Lgs. 152/99, su corpi reservoir definiti come “acquiferi significativi”. Per cui il primo obiettivo è stato quello di individuare le più importanti risorse idriche sotterranee da porre sotto controllo; queste sono state localizzate nei depositi alluvionali recenti del territorio regionale. Non sono tuttavia da escludere alcune importanti circolazioni idriche sviluppate attraverso apparati carsici nelle formazioni carbonaticiche presenti in Liguria. Tali acque, che raggiungono l'ambiente sub-aereo attraverso manifestazioni sorgentizie, saranno oggetto di indagine in fasi successive e subordinatamente alle risorse disponibili.

Il livello di priorità nella scelta degli acquiferi significativi, riportati nella figura sottostante, ha seguito i seguenti criteri:


Acquiferi significativi individuati in Liguria (zone in rosso) e relativi bacini idrografici.

Per quanto concerne la distribuzione dei punti di controllo e prelievo si è cercato di ottenere una copertura omogenea delle aree d'interesse posizionando le stazioni nel seguente modo:



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Stato ambientale delle acque sotterranee

Lo stato ambientale delle acque sotterranee è stabilito, ai sensi del D. Lgs. 152/99 , in base allo stato chimico-qualitativo e a quello quantitativo definiti rispettivamente dai seguenti schemi:


La classificazione è evidenziata cromaticamente secondo il recepimento delle normative europee di pari argomento


La sovrapposizione delle classi chimiche e quantitative definisce lo stato ambientale dell'acquifero indagato o parte omogenea di esso.

Il rilevamento della qualità del corpo idrico sotterraneo è fondato in linea generale sulla determinazione dei parametri di base macrodescrittori riportati nella 19 del D.Lgs. n° 285 del 18/08/2000.

Nel caso specifico della rete di monitoraggio ligure sono stati individuati ai fini classificativi ulteriori 12 parametri addizionali, scelti, dalla tabella 21 del D.Lgs. n° 285 del 18/08/2000, in relazione all'uso del suolo e alle attività antropiche presenti sul territorio. Inoltre, per una corretta e completa interpretazione dei dati, sono stati determinati altri parametri; l'intero profilo analitico definito a progetto è riportato nella tabella sottostante, dove sono anche riportati i valori di concentrazione secondo i quali vengono attribuite le diverse classi qualitative dello stato chimico a ciascun punto di controllo. La classificazione chimica per ogni acquifero significativo, o porzione omogenea di esso, è determinata, in riferimento al periodo di osservazione, dal valor medio di concentrazione peggiore riscontrato nelle analisi dei diversi parametri delle diverse stazioni insistenti nell'acquifero stesso (o porzione omogenea).

Il monitoraggio quantitativo, volto a verificare se la velocità naturale di ravvenamento permetta il raggiungimento di condizioni di equilibrio idrogeologico, è basato essenzialmente sul rilevamento delle freatimetrie, o portate, delle stazioni di controllo.

Tuttavia, per quanto concerne le attività svolte da ARPAL in tal senso, le misure freatimetriche rilevate a progetto nel 2001 saranno valutate unitamente a quelle previste per il 2002. Attualmente risulta pertanto prematuro trarre qualsiasi conclusione sulla sfruttabilità in senso quantitativo della risorsa idrica, ovvero affermare se il suo sfruttamento comprometta o meno lo stato chimico delle acque sotterranee. Allo stato attuale delle conoscenze tutti gli acquiferi indagati saranno pertanto considerati cautelativamente appartenenti alla classe C, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 152/99. Tale classificazione appare comunque estremamente cautelativa alla luce dei risultati ottenuti fino ad oggi.

PARAMETRI ANALIZZATI NEL 2001 AI SENSI DEL D. Lgs. 152/99 – CLASSIFICAZIONE CHIMICO QUALITATIVA

Parametro

Tipo

Rif.

Unità di misura

Classe1

Classe2

Classe3

Classe4/0

Conducibilità

Parametro di

base macrodescrittore

tabella 19 del D.Lgs. n° 285 del 18/08/2000

mS/cm °C

£400

400< x £2500

400< x£2500

>2500

Cl

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

£25

25< x £250

25< x £250

>250

SO4

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

£25

25< x £250

25< x £250

>250

NO3

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

£5

5< x £25

25< x £50

>50

NH4

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

£0.05

0.05< x £0.5

0.05< x £0.5

>0.5

Fe

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

<50

50£ x <200

200

>200

Mn

Parametro di

base macrodescrittore

mg/l

£20

20< x £50

20< x £50

>50

Temperatura

Parametro di base

°C

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Durezza

Parametro di base

mg/l (CaCO3)

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Ca

Parametro di base

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Mg

Parametro di base

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Na

Parametro di base

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

K

Parametro di base

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

HCO3

Parametro di base

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Al

Parametro addizionale

tabella 21 del D.Lgs. n° 285 del 18/08/2000

mg/l

-

-

-

>200

NO2

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>500

Cr tot

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>50

As

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>10

Ni

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>20

Pb

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>10

Cu

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>1000

Zn

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>3000

Cd

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>5

Hg

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>1

IPA tot

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>0.1

C.A.O. tot

Parametro addizionale

mg/l

-

-

-

>10

pH

Parametro aggiuntivo

 

 

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

Eh

Parametro aggiuntivo

mV

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

O2

Parametro aggiuntivo

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi

SiO2

Parametro aggiuntivo

mg/l

Parametro non utilizzato ai fini classificativi



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Qualità degli acquiferi significativi

Nell'ottica delle finalità di questa presentazione divulgativa, sebbene i dati ottenuti siano stati anche oggetto di studi ed interpretazioni tecnico-scientifiche, appare sufficiente riportare una visione d'insieme dei risultati ottenuti che permetta un'immediata esposizione dello stato ambientale a scala regionale della matrice acque sotterranee, così come previsto dalla normativa di riferimento.

A tal fine sono stati preparati quattro grafici dove sono restituite le percentuali di appartenenza a ciascuna classe qualitativa prevista ai sensi del D. Lgs. 152/99 dei campioni prelevati in ogni provincia. In un quinto grafico è espresso lo stesso concetto riferito all'intero territorio regionale.

Lo stato di qualità delle acque sotterranee delle province di Genova e Imperia risulta soddisfacente, infatti il 96 e l'86 per cento delle stazioni campionate rispettivamente sul territorio genovese ed imperiese appartengono alle classi 1 e 2.

La situazione risulta peggiore nelle restanti province. Benché oltre il 50 per cento delle stazioni appartengano in entrambi i territori alle classi 1 e 2 si sottolineano le percentuali delle stazioni in classe 4: rispettivamente 25 e 35 per cento per Spezia e Savona.

Il quadro generale regionale, seppur influenzato negativamente dai risultati ottenuti nelle province di La Spezia e Savona, risulta soddisfacente. Si sottolinea inoltre che, in attesa dei campionamenti previsti per il 2002, si è preferito classificare cautelativamente molte stazioni in classe 4 piuttosto che attribuirle caratteristiche chimico-fisiche di derivazione naturale (classe 0), sebbene questa ipotesi apparisse del tutto plausibile già dai risultati ottenuti. Per questo motivo la percentuale delle stazioni nella classe qualitativamente peggiore, ora attestata al 18 per cento, potrebbe ulteriormente diminuire.




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