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QUALITA'
DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE DEL MARE LIGURE
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Legislazione.
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Le acque di balneazione (marine e dolci) vengono controllate in base a quanto stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica 470/82 "Attuazione della direttiva (CEE) n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione".
Ogni anno, prima dell'inizio della stagione balneare, la Regione Liguria emana un decreto dirigenziale con l'elenco dei tratti di costa in cui è diviso il litorale ligure e per ognuno individua il punto di prelievo, rappresentativo dell'intera zona. (art. 4 del DPR 470/82).
Il decreto fornisce indicazioni circa la balneabilità delle zone al 1 aprile (inizio del monitoraggio), determinata sulla base dei controlli effettuati nel corso della stagione precedente (art. 6 D.P.R. 470/82 e ss.mm. e ii., in particolare la L.422 del 29/12/2000, art.18).
Le zone definite non idonee ad inizio stagione ex art.7 del D.P.R. 470/82, a differenza di quelle chiuse ex art.6, possono essere riaperte in seguito all'esito favorevole delle analisi nel corso di sei mesi di controllo e, nei casi indicati al comma 1, anche alla messa in opera di misure di miglioramento da parte dei Comuni, volte a rimuovere le cause dell'inquinamento.
Dal 1998, in applicazione alla legge 39/95 istitutiva dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure, il controllo della qualità delle acque di balneazione, campionamento ed analisi su tutto il territorio, viene effettuato dall'ARPAL. La norma regionale è stata poi sostituita con la L.R.20 del 4 agosto 2006, che individua nell’Allegato A punto 6.g i controlli analitici delle acque di balneazione come attività istituzionali obbligatorie di ARPAL.
I risultati analitici sono trasmessi in tempo reale all'Azienda Sanitaria Locale a cui compete il giudizio sulla balneabilità e l'eventuale richiesta di provvedimenti ai Comuni; nel caso in cui dagli esiti discendano provvedimenti sindacali, ARPAL li comunica anche all'autorità comunale interessata.
Il Sindaco, nei casi previsti dalla legge o qualora si presuma un pericolo d'inquinamento delle acque, emette ordinanza di divieto temporaneo alla balneazione e, accertata l'idoneità delle acque, ordina la riapertura delle zone precedentemente interdette.
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Le zone oggetto di monitoraggio
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Salvo specifiche richieste da parte dei Comuni interessati, da un anno all'altro l'elenco dei punti da monitorare resta essenzialmente lo stesso, anche al fine di mantenere la continuità delle informazioni circa la situazione pregressa in una determinata zona.
Nel 2007 i circa 350 km di costa ligure sono stati suddivisi in 464 zone; di queste, 409 sono sottoposte al programma di monitoraggio, mentre 55 (alcune foci fluviali, parchi marini, porti, aeroporti, servitù militari), sono interdette permanentemente alla balneazione e non sono quindi sottoposte al programma di monitoraggio.
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Stagione
Balneare
Caratteristiche dei Controlli.
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La
Stagione Balneare in Italia inizia il 1° Maggio e termina il 30 Settembre.
L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure effettua i controlli per la verifica della qualità delle acque di balneazione con la cadenza prescritta (almeno due controlli al mese in ogni zona) a partire dal 1° Aprile e per tutta la stagione balneare secondo i criteri e le metodologie stabilite dal Decreto del Presidente della Repubblica 470/82DPR
470/82 e ss.mm. e ii.
I campionamenti e le analisi sono effettuati dalle strutture territoriali dell'ARPAL (Dipartimenti Provinciali) secondo procedure uniformi.
Si prelevano ed analizzano pertanto almeno due campioni al mese, per ogni tratto di costa balneabile, per un totale minimo di 4788 campioni/anno.
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Le
Analisi.
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I
parametri verificati per ciascun campione sono: Coliformi totali,
Coliformi fecali, Streptococchi fecali, Colorazione e Trasparenza,
Ossigeno disciolto, pH, Oli minerali, Fenoli, Sostanze tensioattive.
In particolari situazioni viene effettuata
anche la ricerca di Salmonelle.
Il significato e i valori limite dei singoli
parametri vengono riportati nella Tabella a
piè di pagina.
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La normativa comunitaria
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La Direttiva 76/160/CEE, recepita in Italia con il già citato Decreto del Presidente della Repubblica 470/82, definisce i valori entro i quali dovrebbero rientrare i parametri sopra indicati ("valori guida", Colonna
G) e i valori limite che gli stessi parametri non possono superare ("valori imperativi", Colonna
Idella Tabella annessa alla Direttiva Europea).
La legge italiana definisce soltanto i valori limite adottando cautelativamente per questi i "valori guida" della normativa europea. Unica eccezione è il limite per il parametro Coliformi totali che nel Decreto del Presidente della Repubblica 470/82è di 2.000 UFC/100 ml, intermedio fra il "valore guida" di 500 UFC/100 ml e il "valore imperativo" di 10.000 UFC/100 ml della Direttiva europea.
La Direttiva 76/160/CEE è stata recentemente abrogata e sostituita con la Direttiva 7/2006/CE, che prevede, tra l’altro, l’integrazione con la direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, recepita in Italia con il D.Lgs 152/06 “Testo unico in materia ambientale”.
Gli stati membri hanno due anni di tempo dall’entrata in vigore della Direttiva 7/2006/CE per uniformarsi ad essa, nel frattempo il monitoraggio delle acque di balneazione in Italia continua a seguire le indicazioni del D.P.R.470/82.
Dal 2008 si attende quindi l’uscita di un atto normativo nazionale di recepimento della nuova direttiva, che prevede notevoli cambiamenti nella raccolta e gestione dei dati per valutare la qualità delle acque di balneazione, quali:
- ridefinizione delle zone di controllo per ognuna delle quali prevedere un calendario di monitoraggio
- Distinzione di “inquinamento di breve durata” di cui non si deve tener conto nelle valutazioni
- Frequenza di controllo :4 campioni/anno
- Parametri analizzati: Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali
- Valutazione della qualità delle acque sulla base dei dati di 4 stagioni di monitoraggio e secondo quattro classi: scarsa, sufficiente, buona e eccellente.
- Individuazione della data limite del 2015, quando tutte le acque di balneazione devono raggiungere almeno lo stato “sufficiente”
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Stato
della qualità dell'acqua di mare nelle zone balneabili.
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In
questa pagina WEB sono presenti diversi tipi di informazioni.
La carta geografica mostra la situazione aggiornata
agli ultimi dati disponibili delle zone destinate alla
balneazione, come definita dalle rilevazioni effettuate dai Dipartimenti
territoriali dell'ARPAL nell'anno in corso.
Essa costituisce una fotografia della qualità delle acque di balneazione in Liguria, alla data di visualizzazione, esclusivamente in relazione ai risultati analitici che comportano per legge apertura/chiusura di una zona alla balneazione.
L'informazione on-line è indipendente dal fatto che le autorità competenti effettivamente mettano in opera i provvedimenti previsti dalla legge.
I simboli ed i colori utilizzati (4) definiscono:
- la conformità alla norma italiana - STRISCIA DI MARE BLU
- la non conformità temporanea alla norma Italiana - STRISCIA DI MARE ROSSA.
- periodi di divieto temporaneo alla balneazione determinati da ordinanze cautelative emanate dai Sindaci dei Comuni interessati, qualora eventi accidentali facciano presumere un possibile deterioramento della qualità delle acque STRISCIA DI MARE GIALLA.
- tratti di mare permanentemente interdetti alla balneazione per motivi dipendenti dallo stato di inquinamento (foci fluviali) - STRISCIA DI MARE GRIGIA.
- tratti di mare permanentemente interdetti alla balneazione per cause varie indipendenti dall'inquinamento (porticcioli, depuratori, massicciate pericolose, riserve marine) - STRISCIA DI MARE BIANCA.
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Significato dei parametri
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Parametri
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Spiegazione
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Valori limite
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Chimico-fisici
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Sono
qualità estetiche di grande importanza; dipendono tanto da fattori
naturali quanto dall'inquinamento |
Assenza
di variazione anormale del colore |
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1
metro |
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Costituisce
la misura dell'acidità e della basicità dell'acqua ed è il risultato
di tutti gli equilibri chimici presenti.
Fornisce utili informazioni sulla qualità delle acque,
in particolare in caso di acque dolci.
Variazioni di pH possono derivare da condizioni naturali
(degradazione naturale del suolo) o in seguito ad attività umane
(miniere, inquinanti emessi in atmosfera che possono dare origine
a piogge acide ecc.). |
6
- 9 |
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Valori
bassi potrebbero indicare presenza di inquinamento organico
(le sostanze organiche tendono infatti ad ossidarsi consumando
l'ossigeno presente nell'ambiente), valori elevati potrebbero
invece essere indice di eutrofizzazione in atto (l'eutrofizzazione
è un fenomeno imputabile ad un eccessivo sviluppo algale causato
dalla presenza di grandi quantità di nutrienti nelle acque). |
70
- 120 % saturazione O2 |
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Sono
un importante indicatore di qualità. La presenza
di oli minerali è deprecabile soprattutto per il valore estetico
delle acque di balneazione.
In mare gli oli minerali possono derivare da rilasci
di natanti o secondariamente da attività industriali.
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Assenza
di pellicola visibile alla superficie dell'acqua e assenza di
odore.
=< 0.5 mg/l
(qualora l'esame ispettivo dia un referto dubbio occorre
applicare il valore limite numerico) |
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Sono
sostanze chimiche in genere di origine industriale (sono usati
nella fabbricazione della gomma, plastica, prodotti farmaceutici
ecc.), hanno odore e sapore sgradevoli.
I composti che contengono cloro (clorofenoli) hanno ripercussioni
sulla salute, sono corrosivi e provocano irritazioni della pelle,
degli occhi e delle mucose. |
Nessun
odore specifico
=< 0,05 mg/l
(qualora l'esame ispettivo dia un referto dubbio occorre
applicare il valore limite numerico) |
- Sostanze tensioattive
che reagiscono al blu di metilene
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Tali
sostanze sono presenti nelle acque in quanto sono la componente
principale dei detersivi.
La loro presenza esalta la tossicità di altri contaminanti,
riduce la presenza di ossigeno nell'acqua.
Sono inoltre sorgenti di fosforo che è un nutriente per
i microrganismi acquatici e, di conseguenza, contribuiscono
alla eutrofizzazione. |
Assenza
di schiuma persistente
=<0,5 mg/l
(qualora l'esame ispettivo dia un referto dubbio occorre
applicare il valore limite numerico) |
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Microbiologici
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Questi
microrganismi sono considerati idonei indici microbiotici di
contaminazione fecale nella valutazione di inquinamento delle
acque, la valutazione di tali parametri permette di emettere
un giudizio obiettivamente quantizzabile sull'entità della contaminazione
biologica e, indirettamente, sui possibili pericoli da eventuali
patogeni (Salmonelle, Vibrioni ecc.) la cui presenza, essendo
del tutto saltuaria e incostante, non può essere oggetto di
valutazione diretta se non con una sorta di indagine in continuo,
praticamente irrealizzabili su larga scala.
La loro presenza, pertanto sta ad indicare una contaminazione
in atto da liquami biologici.
Sono parametri indicativi di rischio acuto infettivo
per la salute dei bagnanti; il controllo regolare di questi
indicatori garantisce il mantenimento di un elevato livello
di protezione dell'ambiente e della salute umana.
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2.000/100
ml |
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100/100
ml |
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100/100
ml |
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Sono
enterobatteri patogeni, indicano un rischio reale di contrarre
una infezione.
Affinché questo rischio reale si traduca in effettivo
occorre che siano presenti nella dose sufficiente per produrre
la patologia.
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0
/ litro |
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